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Il golf su pista, più comunemente conosciuto come “minigolf”, è uno sport analogo al golf ma praticato su piste realizzate con diversi tipi di materiali, opportunamente delimitate secondo standard codificati dalla Federazione internazionale (Wmf, World minigolfsport federation).
Il minigolf nasce negli Stati Uniti all’inizio del XX Secolo con il nome di “miniature golf” (golf in miniatura) per l’evidente discendenza dal golf. I primi percorsi (piste) erano rigorosamente in erba, (chiamati "Garden golf"). Successivamente, l’erba è stata sostituita da materiali vari: cemento, fibrocemento, materiali compositi o legno rivestito da moquette. Tra gli anni ‘20 e ’30, il minigolf inizia la sua espansione. La diffusione crebbe tra la gente di tutti i ceti sociali al punto che il “miniature golf”, da semplice svago, era divenuto un vero fenomeno di massa: le stelle del cinema e le celebrità del jet-set ne aiutarono la diffusione tanto che, a metà degli anni '30, negli States esistevano oltre 30mila campi. Alla fine del 1930, a Lookout Mountain, Chattanooga, Tennessee, si disputò il primo torneo di minigolf (National Tom Thumb Open Miniature Golf Tournament) a cui parteciparono 200 atleti.
In Europa, lo sviluppo del golf su pista ha seguito, dal punto di vista temporale, quello Nordamericano. I primi impianti sorsero in Gran Bretagna intorno al 1920. Nel 1926 in Germania e in Svezia apparvero impianti di spiccata derivazione americana. Nel 1937, in Svezia, nasceva la prima Federazione Europea di Golf su pista. Nel 1951, in Svizzera, Paul Bongni, architetto, progettò e brevettò un impianto di 18 buche, in cemento, che sarebbe stato poi definito universalmente con il termine minigolf.
Il primo campo secondo il progetto Bongni fu realizzato a Locarno, nel Canton Ticino, a poche decine di metri dalla riva del Lago Maggiore. Oggi il campo di Locarno sorge ancora nello stesso luogo e nonostante le necessarie migliorie che il tempo ha richiesto, è rimasto fedele alla "versione originale" di oltre 50 anni fa. La costruzione di campi secondo il progetto di Bongni prese piede e si diffuse negli anni '50 e '60 in Italia, Svizzera e Germania. Nel nord Europa, in Scandinavia, si sviluppò la produzione di un altro genere di campi, realizzati in legno con la superficie di gioco in tessuto, che oggi costituiscono una delle tre specialità di gioco riconosciute dalla Wmf. A livello agonistico, il golf su pista si sviluppò rapidamente nei Paesi europei del Centronord a partire dagli anni 50.
L’Europa è il continente con le maggiori tradizioni ed il maggior numero di praticanti; i Paesi più all’avanguardia, per tradizione e per numero di iscritti, sono Germania, Svezia e Austria seguite da Svizzera, Italia, Repubblica Ceca , Olanda, Portogallo, Lussemburgo, Francia e Gran Bretagna.
L’Italia può, a buon diritto, considerarsi tra le Nazioni che vantano un’importante tradizione sportiva, nonostante il numero di tesserati agonisti non superi il migliaio. Nel nostro Paese esistono oltre 2.300 impianti localizzati in tutte le regioni, dalla Sicilia al Trentino Alto Adige. Attualmente, in Italia sono presenti 39 Società Sportive regolarmente affiliate alla Federazione Italiana Golf su Pista (Figsp).
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Come nel golf, i campi di minigolf sono costituiti da 18 buche (o piste), ma diverso è il materiale con cui sono realizzate e diverse sono le misure (lunghezza e larghezza) delle piste: si varia dai 6,5 metri fino a 18 metri di lunghezza.
Lo scopo è invece lo stesso del golf: mandare la palla in buca, impiegando il minor numero di colpi, facendo uso di un “putter” da golf.
Il minigolf o golf su pista che dir si voglia, è una disciplina sportiva praticata in tutti i continenti, tuttavia è in Europa che sono maggiormente radicate le tradizioni “sportive”. In Italia, più di 12 milioni di persone praticano il minigolf, essenzialmente a livello amatoriale, specie nei mesi primaverili ed estivi. A livello di praticanti amatoriali la fanno da padroni gli Stati Uniti d’America, paese dove il minigolf ha una diffusione enorme, in quanto strettamente collegato con il business del “family entertainment system” correlato ai parchi di divertimento.
L’attività agonistica è ancora poco diffusa ed è praticata su campi che rispondono a precise specifiche e che sono suddivisi in tre “specialità”, a seconda della tipologia del materiale con cui sono costruite le piste e delle loro dimensioni.
Specialità 1 – con impianti costituiti da 18 piste realizzate in metallo (sponde che delimitano le piste ed impediscono la fuoriuscita della palla) e cemento (piani di scorrimento della palla ed ostacoli) lunghe fino a 12,5 metri e larghe 1,2 metri con ostacoli codificati e standardizzati.
Specialità 2 – con impianti costituiti da 18 piste realizzate in metallo (telai esterni di supporto e sponde) e fibrocemento (piani di scorrimento della palla ed ostacoli) lunghe fino a 6,5 metri e larghe 0,9 metri.
Specialità Filz – con impianti costituiti da 18 piste realizzate in legno (sponde che delimitano le piste ed impediscono la fuoriuscita della palla e piani di scorrimento) con una particolare moquette sintetica che ne riveste i piani di scorrimento della palla e che alle origini (anni ’20 e ’30 del secolo scorso) era costituita da “feltro”, da ciò ne deriva il nome “filz” appunto.
Le principali manifestazioni agonistiche (Coppa delle Nazioni e Mondiali) sono disputate obbligatoriamente su due campi che devono appartenere a tali specialità.
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