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| Canegrate |
Oltre 2450 anni: tanti corrono fra i reperti (risalenti al 1200 A.C. circa) venuti alla luce nella necropoli scoperta nel 1926 e i documenti del 1261 che registrano per la prima volta il nome Canegrate. Ed è fra la civiltà di Canegrate, classificata al termine dell’Età del bronzo medio, e l’atto legale stipulato tra i canonici di San Giorgio presso Legnano e la famiglia Torriani che si incastona la storia antica del luogo, di cui sono testimonianze i collari, gli spilloni, gli anelli e le armi in bronzo ora visibili al museo Guido Sutermeister di Legnano, oltre alle ceramiche databili all’età del ferro, che autorizzano a ipotizzare contatti con le culture transalpine. Il nome Canegrate fa capolino nei documenti per la seconda volta alla fine del XIII secolo, citato nel Liber notitiae Sanctorum Mediolanensis, elenco di chiese della Diocesi milanese redatto da Goffredo di Bussero; poi bisognerà attendere la metà del secolo successivo per ritrovare ne “Gli statuti delle strade e delle acque del Contado di Milano fatti nel 1346” questo riferimento. Sfiorata da due grandi battaglie del Medioevo, quelle di Legnano (1176) e Parabiago (1339), tracce di Canegrate si possono rinvenire soltanto a intermittenza seguendo le comparse di nomi di famiglie illustri, legate alle vicende milanesi come i Meraviglia e i Gallarati. Colpita dalla peste di manzoniana memoria, specie nella zona della Baggina, Cesare Cantù identificò Canegrate come una delle località più martoriate dalle scorrerie dei bravi. Terra dei feudatari Castelli tra XVII e XVIII secolo, fu la dominazione francese a sconvolgere gli equilibri dell’Ancien regime, poi parzialmente restaurati dal ritorno degli austriaci. A suggello di un secolo di sviluppo economico, le cronache riferiscono di una rivolta contadina nel 1901 che culminò nell’assalto al castello dei Visconti di Modrone. Il Novecento segna la massiccia industrializzazione dell’abitato; Cantoni, Ghioldi, Palazzini, Borletti, CGE hanno ritmato le vicende produttive e occupazionali di Canegrate, per cedere il passo, nell’ultima parte del secolo, alle trasformazioni indotte dalle crisi abbattutesi sui settori tessile e meccanico. Dell’inizio degli anni Ottanta è la realizzazione di un depuratore nella zona delle Cascinette, della fine degli anni Novanta il recupero della ex Borletti ora adibito a polo fieristico, del settembre 2006 l’inaugurazione della piazza Matteotti.
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