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| Economia |
A fine 2004 246mila persone abitavano nei 23 comuni compresi fra l’Olona e il Ticino, fra l’Hub di Malpensa e la Fiera di Rho – Pero.
L’Altomilanese è più territorio nei fatti che di nome, in forza sì di una storia comune, ma soprattutto di un’economia che ne è stata il vero collante: con l’agricoltura dapprima, in particolare dal XIV secolo, epoca visconteo-sforzesca; con una delle più antiche industrializzazioni d’Italia dalla fine dell’800 in poi, basata sul tessile in principio, quindi sul calzaturiero e sulla meccanica.
Economia storicamente ad alto tasso di industria, l’Altomilanese ha vissuto, nell’ultimo scorcio di ventesimo secolo, processi di trasformazione che non hanno risparmiato le grandi imprese; una fase di cambiamenti, questa, che continua, ma con un tessuto di aziende che, a dispetto delle crisi, si mantiene, per eccellenza, capacità di innovazione, unità produttive e addetti, al di sopra della media provinciale e regionale, quindi fra le più alte del panorama nazionale.
Dai dati Istat del censimento 2001 settore leader per l’occupazione nell’industria è risultato il tessile con quasi il 12%, seguito dal meccanico (8,5%), dal metallurgico (6,7%) e dalla fabbricazione di macchinari elettrici e ottici (3,8%). Peculiarità del territorio la concentrazione di filiere produttive in ambiti più ristretti: la conceria nel Castanese, il calzaturiero nel Parabiaghese e il chimico a Nerviano.
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